800 km sul Cammino di Santiago: il racconto di una fiducia straordinaria tra genitori, adolescenza e crescita personale: la storia di Emma e di un viaggio che cambia la vita
Cosa diresti se tua figlia di 15 anni partisse per 800 km a piedi…con uno sconosciuto? Non un gruppo, non una gita scolastica, non un’esperienza organizzata. Un Cammino, uno vero: 30 giorni, 800 chilometri, zaino in spalla. È quello che è successo nel 2023: io 50 anni, siciliano, ex dirigente d’azienda; lei 15 anni, veneta, studentessa e adolescente, Emma. E no, Emma non è mia figlia.
La parte più difficile non è stata camminare
È stata fidarsi. Perché mentre noi attraversavamo la Spagna lungo il Cammino di Santiago, qualcun altro stava facendo un viaggio molto più complesso: i suoi genitori, due professionisti, una vita costruita, una figlia di 15 anni. E una scelta contro-intuitiva: lasciarla andare. Non con un gruppo, non con amici, ma con un uomo adulto, uno sconosciuto, anche se referenziato, anche se coach.
Due cammini: uno visibile, uno no
Il nostro era fatto di passi. Il loro di pensieri. Noi: chilometri, fatica, silenzi, parole, ascolto, gioia, allegria, crescita. Loro: dubbi, paura, giudizi, Entrambi veri. Entrambi necessari. Adulti e adolescenti: due mondi lontani. Viviamo vicini. Ma spesso non ci incontriamo. Parliamo. Ma non ci ascoltiamo. Gli adulti spiegano. Gli adolescenti si chiudono. E il dialogo si rompe.
Poi cammini
E succede qualcosa di semplice: rallenti. E quando rallenti: ascolti, osservi, lasci spazio. Il Cammino è questo: non solo un viaggio fisico, ma un’esperienza capace di rafforzare legami e creare connessioni profonde e li cambia tutto: non sei più “adulto” e “adolescente”, sei due persone. Emma non aveva bisogno di essere guidata. Aveva bisogno di essere ascoltata. E io non dovevo insegnare. Dovevo esserci. Camminare accanto. Non davanti.
Il momento che cambia tutto
Non è Santiago. Non è l’arrivo. È quel momento in cui: cade il ruolo, nasce la relazione. Quando smetti di voler avere ragione e inizi a voler capire.
E i genitori?
Hanno fatto qualcosa di ancora più grande. Hanno accettato che crescere significa anche: non trattenere. Hanno scelto di fidarsi quando sarebbe stato più facile dire no. Hanno lasciato andare quando tutto dentro diceva di controllare
Il vero insegnamento
Non è il Cammino. È questo: la relazione nasce dove c’è ascolto; cresce dove c’è fiducia; cambia dove c’è coraggio.
Non è stato solo un viaggio
È stato un modo diverso di incontrarsi. Tra generazioni. Tra paure e possibilità. Tra ciò che siamo… e ciò che possiamo diventare. Oggi mi porto a casa una certezza semplice: non serve parlare di più, serve ascoltare meglio. E a volte, per farlo davvero, serve solo una cosa: camminare insieme, senza giudicare.
Buen Camino
Alessandro Casuccio







































