Un gruppo di dieci persone con disabilità visiva e i loro accompagnatori si prepara al Cammino di Santiago di Compostela grazie al progetto “Il Cammino tra buio e luce”, promosso da IERFOP
di Alessandro Casuccio
Allenamenti, fiducia e spirito di squadra accompagnano i passi verso una grande avventura umana.
C’è un momento, prima di ogni grande cammino, in cui tutto comincia molto prima della partenza.
Non è ancora il tempo delle lunghe tappe, delle conchiglie appese allo zaino o delle strade che portano verso Santiago de Compostela.
È il tempo della preparazione: dei primi passi condivisi, dell’allenamento, della conoscenza reciproca.
Prima della partenza c’è un lavoro importante da fare: costruire la fiducia e lo spirito di squadra che renderanno possibile affrontare insieme il percorso.
Negli ultimi mesi il gruppo si è ritrovato più volte per allenarsi lungo percorsi naturalistici e sentieri, simulando alcune delle condizioni che troveranno durante il cammino.
Le uscite non sono solo momenti di attività fisica.
Camminare insieme significa imparare a coordinarsi, a comunicare, ad ascoltarsi.
Per chi ha una disabilità visiva, il rapporto con l’accompagnatore diventa fondamentale: ogni passo è il risultato di una collaborazione fatta di attenzione, fiducia e sensibilità.
Durante queste giornate di preparazione si lavora su tanti aspetti: dal ritmo del passo alla gestione dello zaino, dall’orientamento lungo il percorso alla capacità di affrontare eventuali difficoltà. Ma soprattutto si costruisce un gruppo.
Il progetto nasce con l’obiettivo di dimostrare che il cammino può essere un’esperienza davvero accessibile e inclusiva.
In questo percorso di preparazione è coinvolto anche Alessandro Casuccio, coach e autore del libro Walking Coaching – Cambiamento in Cammino, che da anni promuove il valore del cammino come strumento di crescita personale.
«Camminare insieme», spiega Casuccio, «significa imparare a fidarsi degli altri e di sé stessi. Il cammino diventa una metafora della vita: ogni passo richiede attenzione, equilibrio e determinazione. Ma soprattutto ci ricorda che nessuno arriva lontano da solo».








































