Allarme sul tratto tra Monte Sant’Angelo e Macchia: segnalate aggressioni, percorso sconsigliato e richiesto intervento delle istituzioni per la sicurezza dei camminatori
In queste ore si moltiplicano le segnalazioni di camminatori che riferiscono episodi di aggressione da parte di cani incustoditi lungo la tappa tra Monte Sant’Angelo e Manfredonia, in particolare nel tratto del sentiero “Scannamuggliera”, tra Monte Sant’Angelo e la frazione di Macchia. Una situazione che ha portato diversi gruppi di cammino a definire il percorso “temporaneamente sconsigliato” per ragioni di sicurezza.
Attraverso i propri canali social, il gruppo “Monte Sant’Angelo – Francigena” ha diffuso un avviso ai pellegrini e ai camminatori in transito: si suggerisce, in via prudenziale, di evitare il tratto interessato e di utilizzare i mezzi pubblici, prendendo il bus fino alla fermata Madonna delle Grazie – frazione Macchia – oppure direttamente fino a Manfredonia.
“Stiamo interagendo con le istituzioni affinché vengano adottati provvedimenti adeguati per rendere nuovamente percorribile e sicuro il cammino”, si legge nella nota diffusa dal gruppo. “Nel frattempo, per ovviare al rischio, si consiglia il trasferimento in autobus”.
L’allarme, diffuso da poche ore, ha già trovato conferma in diverse testimonianze. Una camminatrice racconta di aver assistito, lo scorso 1° maggio, all’aggressione di due pellegrini francesi da parte di cani liberi, con conseguenti ferite a coscia e gamba.
Il tema apre anche una riflessione più ampia sulla convivenza tra cammini escursionistici e presenza di animali vaganti. Chi frequenta abitualmente i percorsi a piedi sottolinea come la sicurezza dei pellegrini debba essere garantita soprattutto lungo i sentieri ufficiali e segnalati, talvolta riconosciuti anche dal Club Alpino Italiano.
In questi contesti, la normativa prevede comunque precise responsabilità in capo ai proprietari degli animali: il mancato controllo di cani potenzialmente pericolosi o aggressivi può comportare conseguenze anche di natura sanzionatoria ai sensi del codice penale (in particolare per omessa custodia e controllo dell’animale).
In attesa di interventi risolutivi da parte delle autorità competenti, il tratto resta quindi sotto osservazione e, di fatto, temporaneamente sconsigliato ai camminatori.







































