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Dopo quasi 28 anni di viaggio a piedi, l’ex paracadutista britannico è ormai nell’Europa occidentale. Davanti a lui resta l’ostacolo della Manica

Quando nel luglio dello scorso anno raccontammo il viaggio lento del britannico, dopo 27 anni di viaggio, la conclusione della sua impresa sembrava ancora lontana. Oggi la situazione è diversa: a Bushby gli restano meno di 1.000 chilometri per raggiungere Hull, la sua città natale in Inghilterra.

La sua è una delle più lunghe e incredibili avventure a piedi mai tentate: un viaggio iniziato nel 1998 da Punta Arenas, all’estremità meridionale del Cile, con un obiettivo apparentemente semplice quanto impossibile: tornare a casa camminando, senza utilizzare mezzi di trasporto per avanzare.

Karl Bushby durante la sua Goliath Expedition. Dopo quasi 28 anni di viaggio, il britannico è ormai agli ultimi 900 chilometri del suo giro del mondo a piedi

Karl Bushby, dove si trova oggi

La parte finale della Goliath Expedition si sta svolgendo in Europa.

Dopo aver attraversato la Turchia, la Bulgaria, la Romania, l’Ungheria, la Slovacchia e l’Austria, Bushby ha proseguito verso la Germania, completandone l’attraversamento e arrivando quindi in Belgio. Da qui il percorso prosegue verso ovest, in direzione della Francia e della costa della Manica.

Le informazioni più recenti disponibili indicano che Bushby ha già superato quota 49.110 chilometri e si trova ormai a meno di 900-1.000 chilometri dalla conclusione della spedizione.

Non esiste però un tracciamento GPS pubblico che permetta di indicare con certezza la località in cui si trova Bushby in ogni singolo giorno. Per questo la sua posizione precisa non può essere indicata senza rischiare di fornire informazioni non verificate.

Dal Cile all’Inghilterra: quasi 28 anni a piedi

La Goliath Expedition è iniziata nel novembre del 1998.

Bushby partì da Punta Arenas, in Cile, con l’idea di percorrere a piedi una rotta continua fino a Hull, in Inghilterra.

Quello che doveva essere un viaggio di circa dodici anni si è trasformato in un’avventura lunga quasi tre decenni.

Nel corso degli anni Bushby ha attraversato alcuni degli ambienti più difficili del pianeta: Patagonia, deserti, foreste, montagne, regioni artiche e vaste aree dell’Asia.

Ha affrontato anche il Darién Gap, tra Colombia e Panama, e nel 2006 attraversò il ghiaccio dello stretto di Bering, tra Alaska e Russia.

A rallentare la spedizione sono stati anche problemi burocratici, visti, difficoltà economiche, pandemia e la situazione geopolitica di alcune delle aree che Bushby avrebbe dovuto attraversare.

Ma il principio della spedizione è rimasto sempre lo stesso.

Niente mezzi di trasporto per avanzare e niente ritorno a casa prima di aver completato il percorso.

Il Mar Caspio: la soluzione più incredibile

Uno degli episodi più straordinari della Goliath Expedition è arrivato proprio nella fase finale del viaggio.

Per proseguire dall’Asia centrale verso l’Europa Bushby si sarebbe trovato davanti a una scelta complicata: attraversare territori che, nelle condizioni del momento, non riteneva sicuri.

La soluzione è stata attraversare a nuoto il Mar Caspio.

Nell’estate del 2024 Bushby ha percorso circa 288 chilometri in acqua, da un punto della costa del Kazakistan fino all’Azerbaigian, in 31 giorni.

È stata una delle imprese più estreme dell’intero viaggio. Il sito ufficiale della spedizione racconta di sessioni di nuoto di diverse ore, onde, correnti e condizioni difficili.

Le imbarcazioni di supporto sono state utilizzate per l’assistenza, il riposo e la sicurezza, ma non per far avanzare Bushby lungo il percorso.

Ora arriva la Manica

Ed è proprio nell’ultima parte del viaggio che Bushby deve affrontare un altro problema apparentemente insormontabile.

Dalla Francia dovrà infatti raggiungere il Regno Unito.

Il punto di riferimento è Calais, sulla costa francese.

Davanti a lui ci sono il Canale della Manica e, dall’altra parte, l’Inghilterra.

Il problema è semplice da spiegare: Bushby non può semplicemente salire su un traghetto.

La sua spedizione nasce infatti dall’obiettivo di creare una linea continua di passi attorno al mondo senza utilizzare mezzi meccanici per avanzare.

Per questo motivo l’attraversamento della Manica rappresenta uno degli ultimi grandi problemi da risolvere.

Tra le possibilità prese in considerazione c’è l’utilizzo del tunnel di servizio dell’Eurotunnel, ma l’accesso deve essere autorizzato. L’altra soluzione, decisamente più estrema, è quella di attraversare il Canale a nuoto.

La distanza tra Francia e Inghilterra nel punto più breve è di circa 34 chilometri, ma una traversata reale sarebbe inevitabilmente più lunga a causa delle correnti.

D’altra parte Bushby ha già dimostrato di essere disposto a soluzioni fuori dall’ordinario: il precedente attraversamento del Mar Caspio ne è la prova.

Quando arriverà a Hull?

È la domanda che oggi accompagna la fase finale della Goliath Expedition.

Bushby aveva indicato il 2026 come anno della conclusione del viaggio e le informazioni più recenti continuano a collocare il rientro in Inghilterra nella parte finale dell’anno.

Fare una previsione precisa è però difficile.

Il problema non sono più soltanto i chilometri da percorrere. La vera incognita è soprattutto l’attraversamento della Manica.

Se riuscirà a superare rapidamente questo ostacolo, gli resterà l’ultimo lungo tratto attraverso l’Inghilterra settentrionale fino a Hull.

Dopo quasi 28 anni, però, il traguardo è finalmente diventato qualcosa di concreto.

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