Feder Cammini
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Un progetto pilota trasforma lenzuola, scarpe e abbigliamento dei pellegrini in nuovi oggetti, promuovendo sostenibilità ed economia circolare lungo il Cammino di Santiago

Un gesto semplice, quasi automatico: lasciare lenzuola, scarpe o vestiti al termine del proprio cammino. Ma in Cammino di Santiago, anche ciò che viene abbandonato può trasformarsi in valore. È questa l’idea alla base di un innovativo progetto di economia circolare avviato in Galizia, destinato a cambiare il volto della gestione dei rifiuti lungo i percorsi giacobei.

Ogni anno, infatti, circa 300.000 lenzuola monouso vengono utilizzate nella rete pubblica degli ostelli per pellegrini. Un numero enorme, che fino a oggi rappresentava un problema ambientale. Da qui nasce l’iniziativa: recuperare e trasformare questi materiali, dando loro una seconda vita sotto forma di mobili, souvenir, borse e persino nuovi capi di abbigliamento.

Dove parte il progetto

Il programma pilota coinvolgerà tre strutture strategiche lungo il percorso:

  • l’ostello di San Lázaro
  • il complesso di Monte do Gozo
  • l’ostello di Fisterra, meta simbolica per molti pellegrini che proseguono oltre Santiago de Compostela fino all’oceano

Si tratta di luoghi chiave, dove molti camminatori concludono il proprio viaggio e spesso decidono di liberarsi dell’attrezzatura ormai inutilizzata.

Come funziona il riciclo

Il progetto prevede l’installazione di contenitori dedicati alla raccolta differenziata all’interno degli ostelli. Qui i pellegrini potranno lasciare:

  • lenzuola usate
  • scarpe da trekking
  • abbigliamento tecnico

I materiali raccolti saranno poi trattati da aziende specializzate nel riciclo tessile e nella trasformazione dei rifiuti.

Le possibilità di riutilizzo sono concrete e già definite:

  • Lenzuola → nuove uniformi, biancheria o prodotti tessili
  • Scarpe → materiali per mobili, pavimentazioni, rivestimenti e imbottiture
  • Vestiti → filati rigenerati per nuovi capi

Un modello replicabile

L’iniziativa nasce con l’obiettivo dichiarato di estendersi progressivamente all’intera rete pubblica degli ostelli della Galizia, che conta 77 strutture. Un sistema capillare che, se messo a regime, potrebbe trasformare radicalmente la gestione dei rifiuti lungo il Cammino di Santiago.

Non si tratta solo di ridurre l’impatto ambientale, ma di costruire un modello virtuoso in cui il pellegrino diventa parte attiva di un processo sostenibile.

Turismo lento e responsabilità

Il progetto rappresenta un passo concreto verso un turismo lento più consapevole. Negli ultimi anni, il successo dei cammini ha portato con sé nuove sfide: tra queste, proprio la gestione dei rifiuti generati da flussi sempre più numerosi di viaggiatori.

In questo contesto, la scelta della Galizia va oltre il semplice riciclo: introduce una filiera circolare capace di generare valore economico, ambientale e sociale.

Un segnale chiaro anche per altri grandi itinerari europei — dalla Via Francigena ai cammini italiani — chiamati oggi a confrontarsi con gli stessi numeri e le stesse responsabilità.

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