Feder Cammini
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Leone XIV rende omaggio a Santa Francesca Cabrini e richiama la Chiesa all’impegno verso i migranti: «Il fenomeno migratorio continua a interrogare la Chiesa».

Sant’Angelo Lodigiano – Un omaggio alla terra natale di Santa Francesca Saverio Cabrini, un richiamo all’accoglienza e alla missione, ma anche un invito ai giovani a diventare protagonisti di speranza. È questo il cuore della visita pastorale che Papa Leone XIV ha compiuto sabato sera a Sant’Angelo Lodigiano, nel luogo dove nacque nel 1850 la patrona dei migranti.

Dopo l’atterraggio in elicottero allo stadio comunale “Carlo Chiesa”, il Pontefice ha raggiunto in papamobile la Basilica dei Santi Antonio Abate e Francesca Cabrini. Lungo il percorso è stato accolto da migliaia di persone. All’interno del santuario lo attendevano circa mille fedeli.

Nel suo discorso, Leone XIV ha ricordato il profondo legame personale che lo unisce a Madre Cabrini.

«Sono qui per rendere omaggio a madre Cabrini, Patrona dei migranti, prima Santa degli Stati Uniti d’America, nata qui, a Sant’Angelo Lodigiano, nel 1850, e morta a Chicago, la mia città natale, nel 1917», ha affermato.

Il richiamo alla missione e ai migranti

Il Papa ha ripercorso la scelta che cambiò la vita della religiosa, quando Leone XIII le indicò la missione tra gli emigrati italiani in America. Una decisione che trasformò il sogno missionario verso la Cina in una straordinaria opera di assistenza e di evangelizzazione.

Guardando alle sfide del presente, Leone XIV ha sottolineato come il fenomeno migratorio continui a interrogare la coscienza della Chiesa.

«Quel segno, cioè il fenomeno migratorio, è entrato in una fase diversa, sicuramente più complessa, eppure non meno capace di interpellare la Chiesa», ha spiegato.

Davanti alla reliquia del cuore della santa, giunta dalla Casa Madre di Codogno, il Pontefice ha ricordato l’attualità del carisma di Madre Cabrini.

«Cosa c’è di più attuale di un carisma missionario che si pone al servizio dei migranti?», ha domandato, evidenziando come la testimonianza della santa rappresenti ancora oggi una risposta concreta alle fragilità del nostro tempo.

L’eredità di Papa Francesco

Un passaggio particolarmente significativo è stato dedicato all’eredità spirituale di Papa Francesco e all’importanza della carità vissuta come accompagnamento delle persone migranti.

Leone XIV ha ricordato come il magistero del suo predecessore abbia posto al centro l’attenzione verso gli ultimi e verso chi è costretto a lasciare la propria terra in cerca di un futuro migliore.

La figura di Madre Cabrini, ha sottolineato, continua a indicare una strada concreta di servizio, accoglienza e vicinanza alle persone più fragili.

L’appello ai giovani: «Potete cambiare il mondo»

Rivolgendosi ai giovani, Leone XIV ha lanciato un invito a conoscere più profondamente la figura della missionaria lodigiana.

«Leggete i suoi scritti, pieni di passione per Gesù e per la missione; le sue lettere, i suoi diari di viaggio», ha detto. «Chi conosce madre Cabrini, ne rimane conquistato».

Il Pontefice ha poi affidato alla protezione della santa la Chiesa lodigiana, auspicando che continui a distinguersi per uno stile operoso, generoso e attento ai più poveri.

Prima di lasciare Sant’Angelo Lodigiano per fare ritorno in Vaticano, Leone XIV ha salutato le oltre duemila persone radunate allo stadio comunale.

«Aspettare è un segno di speranza. Grazie per essere testimonianza di speranza!», ha detto ai ragazzi presenti. Quindi ha aggiunto: «Non dimenticate mai: voi giovani potete cambiare il mondo».

Parole accolte da un lungo applauso. Si è così conclusa una giornata storica per Sant’Angelo Lodigiano, nel segno dell’eredità spirituale di Santa Cabrini e del suo messaggio di accoglienza, missione e carità.

Foto: Massimiliano Scala – Luciano Ionica

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