La portavoce della GCTA di Chicago, protagonista anche dell’annullo filatelico per l’80° anniversario della canonizzazione di Santa Cabrini, commenta il pontificato di Leone XIV e il legame tra Italia e Stati Uniti
C’è anche Francesca Parvizyar tra gli ospiti arrivati dagli Stati Uniti in occasione della visita di Papa Leone XIV a Sant’Angelo Lodigiano. Per tredici anni ambasciatrice culturale ed economica della città di Chicago a Milano e oggi portavoce della Greater Chicago Italian American Foundation (GCTA), una delle più importanti organizzazioni italo-americane dell’area di Chicago e del Midwest, Parvizyar rappresenta da anni un punto di riferimento nelle relazioni tra l’Italia e le comunità italo-americane.
Francesca Parvizyar, lei rappresenta da anni un ponte tra l’Italia e gli Stati Uniti. Qual è il suo ruolo oggi e cosa l’ha portata a Sant’Angelo Lodigiano?
«Per tredici anni sono stata ambasciatrice culturale ed economica della città di Chicago a Milano, due città gemellate tra loro. Sono stata scelta dall’allora sindaco Rahm Emanuel, già capo dello staff del presidente Barack Obama, per riaprire e rafforzare questo dialogo. Oggi sono portavoce della Greater Chicago Italian American Foundation, una delle più importanti realtà degli italo-americani nell’area di Chicago e del Midwest. Sono stata invitata qui dal presidente della fondazione, arrivato dagli Stati Uniti per rappresentare la nostra comunità e testimoniare il lavoro che da anni svolgiamo nel costruire relazioni tra Italia e America».
Questa è la sua prima visita a Sant’Angelo Lodigiano. Quali emozioni ha provato arrivando nella città natale di Santa Francesca Saverio Cabrini?
«È stata un’emozione molto forte. Conoscevo già la grande importanza di Mother Cabrini negli Stati Uniti, soprattutto a New York e Chicago, ma visitare i luoghi delle sue origini è qualcosa di speciale. Qui si percepiscono le radici di una donna che ha lasciato un segno profondo nella storia dell’emigrazione italiana e nell’assistenza ai più fragili».
Lei conosce molto bene la realtà americana. Quanto è ancora viva oggi la figura di Madre Cabrini oltreoceano?
«Moltissimo. A New York la sua presenza è ancora fortemente percepita, ma è a Chicago che si avverte in modo particolare il legame con la sua opera e con la parte finale della sua vita. Per gli italo-americani rappresenta un simbolo straordinario di coraggio, determinazione e servizio verso gli altri».
Cosa la colpisce maggiormente della storia di Santa Cabrini?
«Il coraggio. Pensare a una donna che, in un’epoca completamente diversa dalla nostra, attraversa l’oceano per raggiungere un continente sconosciuto, senza certezze e senza punti di riferimento, è qualcosa di incredibile. Ha saputo affrontare sfide immense mettendosi al servizio degli ultimi. È una testimonianza che continua a parlare anche alle nuove generazioni».
Si riconosce in qualche modo nel suo esempio?
«Naturalmente con tutte le dovute proporzioni. Quello che ha fatto lei è immenso. Però anch’io, nel mio piccolo, cerco ogni giorno di creare connessioni, favorire il dialogo e costruire ponti tra culture diverse. Per questo motivo visitare Sant’Angelo Lodigiano ha avuto per me un significato particolare».
La visita di Papa Leone XIV sta richiamando l’attenzione di tutto il mondo. Che significato ha per gli americani avere un Pontefice nato negli Stati Uniti?
«È sicuramente motivo di orgoglio. Ma ciò che colpisce di Papa Leone XIV è la sua capacità di parlare a tutti. Pur essendo americano, sta dimostrando di avere una sensibilità molto vicina alla cultura italiana e alle radici della Chiesa. Questo viene percepito positivamente sia negli Stati Uniti sia qui in Italia».
Se dovesse descrivere Papa Leone XIV con poche parole?
«Direi un Papa americano con tanto cuore italiano. Una persona che sta dimostrando forza, personalità, determinazione e una notevole capacità di assumere posizioni chiare. Qualità che stanno emergendo fin dai primi mesi del suo pontificato».
A rendere ancora più significativa la visita è stato anche uno dei momenti simbolici delle celebrazioni dedicate a Santa Francesca Saverio Cabrini. Nel corso della giornata, Francesca Parvizyar ha infatti apposto l’annullo filatelico commemorativo realizzato in occasione dell’80° anniversario della canonizzazione della santa sul francobollo a lei dedicato. Un gesto dal forte valore simbolico che ha voluto rendere omaggio alla figura della patrona degli emigranti, ancora oggi profondamente amata e venerata dalle comunità italo-americane.

Dopo questa visita, cosa porterà con sé di Sant’Angelo Lodigiano?
«Porterò il ricordo di una comunità accogliente e profondamente legata alla figura di Santa Cabrini. E porterò con me la consapevolezza che il legame tra questa terra e gli Stati Uniti è ancora vivo, forte e capace di creare nuove opportunità di dialogo e collaborazione».
Un segno concreto di quel ponte ideale che continua a unire Sant’Angelo Lodigiano agli Stati Uniti nel nome di Santa Francesca Saverio Cabrini, la cui eredità spirituale, umana e sociale continua a parlare a generazioni diverse e a rafforzare il dialogo tra le due sponde dell’Atlantico.







































