Juliette e Bryan hanno percorso 2.000 km a piedi sulla Via Francigena in tre mesi, tra paesaggi, borghi e incontri memorabili
Un pellegrinaggio di 2.000 chilometri a piedi, da Canterbury a Roma. È l’impresa che i pellegrini Juliette e Bryan hanno compiuto lungo la Via Francigena, percorrendo per quasi tre mesi un itinerario storico tra paesaggi mozzafiato, sfide fisiche e incontri memorabili.
Il viaggio è iniziato il 12 agosto 2025 e si è concluso a Roma l’8 novembre 2025, attraversando Inghilterra, Francia, Svizzera e Italia. Durante il percorso, Juliette e Bryan hanno documentato ogni tappa sul loro blog, condividendo emozioni, difficoltà e bellezze del cammino.
La folle idea che diventa realtà
All’origine del progetto c’è la decisione di affrontare l’intera Via Francigena, un cammino lungo oltre 2.000 km. I due pellegrini raccontano così il loro stato d’animo prima della partenza:
“Partire è stata una scelta coraggiosa e folle: oltre 2.000 chilometri da Canterbury a Roma. Il 12 agosto siamo partiti pieni di entusiasmo e allenamento, pronti a vivere l’avventura giorno dopo giorno. La meta è stata raggiunta l’8 novembre, ma il vero viaggio è stato il cammino stesso, tra incontri, paesaggi e riflessioni che porteremo sempre con noi.”
Dalla capitale inglese ai primi passi verso Canterbury
Il cammino comincia nel cuore di Londra, tra zaini, preparativi e un misto di emozione e attesa. Da lì, i pellegrini raggiungono Canterbury, punto di avvio ufficiale della Via Francigena verso sud.
Attraverso la Francia: ospitalità, paesaggi rurali e prime difficoltà
L’ingresso in Francia via Calais regala i primi aneddoti: a Guînes, un ristoratore locale li aiuta a trovare l’alloggio, e le tappe successive scorrono tra vigneti, canali e villaggi agricoli.
L’arrivo a Reims offre uno dei primi momenti iconici del viaggio: la Cattedrale di Notre-Dame che domina la città, simbolo della storia millenaria del percorso.
Cieli limpidi e ospitalità monastica
Durante il cosiddetto “Blue Sky Day”, una delle giornate più serene, i due camminatori attraversano campagne tranquille e raccolgono frutti lungo il cammino. L’arrivo in un’abbazia che accoglie pellegrini aggiunge un tocco spirituale e umano al viaggio.
La fatica del cammino: pioggia, fango e un “Longest Day” da 49 km
Non mancano le difficoltà. Uno dei giorni più intensi è il “Longest Day”: quasi 49 km percorsi tra deviazioni, vento contrario e stanchezza estrema.
Il giorno 22, pioggia, boschi scivolosi e vesciche mettono a dura prova la coppia, ma l’arrivo a Clairvaux con timbro in abbazia e municipio regala soddisfazione e sollievo.
Champlitte e la Francia rurale: castelli e sentieri impegnativi
Tra le tappe più suggestive spicca Champlitte, borgo dominato da un castello ottocentesco. I sentieri fangosi e i boschi fitti rendono impegnativa la giornata, ma il fascino della campagna francese ripaga ogni sforzo.
Verso la Svizzera: l’arrivo a Saint-Maurice e il traguardo dei 1.000 km
Lungo il Rodano, i pellegrini raggiungono Saint-Maurice, sede di un’abbazia millenaria ancora oggi viva. Qui celebrano uno dei passaggi più simbolici: il traguardo dei 1.000 km percorsi a piedi, prima di affrontare l’ultima parte del cammino verso Roma.
Il tratto italiano: tra sfide, paesaggi e pellegrini
Dopo aver attraversato le Alpi e la Svizzera, Juliette e Bryan entrano in Italia, iniziando la parte più lunga e variegata del loro cammino. Nei loro post descrivono giornate intense, sentieri di diversa natura e paesaggi che cambiano continuamente: montagne, colline e pianure si alternano, offrendo scenari sempre nuovi.
Lungo il percorso italiano incontrano numerosi altri pellegrini, con cui condividono momenti di cammino, consigli e storie. Le giornate sono spesso lunghe e faticose, ma l’esperienza è arricchita da una sensazione di comunità e da momenti di riflessione personale.
Juliette e Bryan raccontano anche piccoli dettagli pratici: la gestione dello zaino, le pause necessarie, le condizioni del terreno e del meteo, e la gioia di superare le difficoltà quotidiane. Ogni tappa diventa così una combinazione di sfida fisica, scoperta dei paesaggi e incontro con altri camminatori.
L’arrivo a Roma rappresenta il traguardo finale e simbolico di un’avventura lunga 2.000 km, con emozione, gratitudine e soddisfazione per il cammino compiuto.
Verso Roma, un passo dopo l’altro
Il traguardo finale nella capitale italiana non è solo la conclusione di un viaggio fisico, ma la celebrazione di un’esperienza che unisce sfida, emozione e scoperta. Come sottolineano Juliette e Bryan:
“La meta è solo una parte della storia: è il cammino, ogni singolo giorno, a rendere questa avventura indimenticabile.”
Il blog: la Francigena così com’è
Via Francigena Adventures 2025 restituisce la vera essenza del cammino: lentezza, fatica, ospitalità, incontri e paesaggi straordinari.
Un diario autentico, che non idealizza ma racconta l’esperienza reale di chi percorre la Francigena da pellegrino.







































