La nuova legge punta a valorizzare i cammini italiani, promuovere il turismo lento e creare una mappa digitale nazionale degli itinerari
Con il via libera del Senato, è ufficiale: il ddl per la promozione e valorizzazione dei cammini d’Italia diventa legge. Un provvedimento che mette ordine in un settore in costante crescita, attirando sempre più chi cerca un turismo lento, immerso nella natura e nella cultura dei territori. Tra le novità principali, la creazione di una banca dati nazionale presso il Ministero del Turismo, con una mappa digitale degli itinerari, e un investimento dedicato di un milione di euro per il 2025 e 500mila euro per il 2026 e 2027.
Una cabina di regia e un tavolo permanente
La legge prevede anche l’istituzione di una cabina di regia nazionale e di un tavolo permanente, entrambi presieduti dal ministro del Turismo. La cabina di regia avrà il compito di definire gli standard di qualità dei cammini e di elaborare il programma nazionale di sviluppo e promozione, mentre il tavolo permanente favorirà la collaborazione tra istituzioni. Insieme predisporranno un programma triennale nazionale e potranno contare su un milione di euro l’anno per campagne di promozione, sia in Italia sia all’estero.
La banca dati dei cammini
Per essere inseriti nella nuova banca dati, gli itinerari dovranno essere percorribili a piedi o con mobilità dolce e sostenibile, senza l’ausilio di mezzi a motore, strutturati in tappe giornaliere e capaci di valorizzare il patrimonio naturale e culturale. Tra i criteri rientrano attrattori storici, artistici, religiosi, linguistici, paesaggistici, enogastronomici e sportivi, oltre allo sviluppo turistico dei territori attraversati.
Secondo l’ultima rilevazione di Terre di Mezzo Editore (2025), i cammini censiti in Italia sono 122, con numeri in crescita grazie all’interesse dei viaggiatori per esperienze lente e sostenibili.
Cammini italiani e itinerari culturali europei
Nel nuovo “catalogo” potranno entrare anche i tratti italiani dei cammini riconosciuti come itinerari culturali europei dal Consiglio d’Europa. Attualmente, dei 49 itinerari europei, l’Italia ne ospita 36 sul proprio territorio, tra cui il celebre Cammino di Santiago di Compostela e la Via Francigena.
Percorsi tra storia e cultura: da Leonardo a Napoleone
Accanto ai cammini più conosciuti, la legge valorizza itinerari innovativi e culturali:
Destination Napoleon, che collega circa cinquanta città europee legate alla figura di Napoleone, con mostre, tour culturali e scambi scolastici. Le vie di Leonardo da Vinci, che segue le tappe principali della vita dell’artista, da Milano a Pera a Istanbul, fino all’ultimo viaggio ad Amboise in Francia.
I cammini regionali: esempi di eccellenza
Nel catalogo potranno entrare anche i cammini riconosciuti dalle regioni italiane, come il Cammino Minerario di Santa Barbara in Sardegna, recentemente premiato con il Global Choice Award di Komoot, piattaforma con circa 50 milioni di utenti.
«Il Cammino Minerario di Santa Barbara – sottolinea Mauro Usai, presidente della fondazione – rappresenta un modello virtuoso di recupero e narrazione del patrimonio minerario, ambientale e culturale della Sardegna. Lavoriamo da anni con i territori e le comunità locali affinché il cammino sia non solo un’esperienza di viaggio, ma anche un progetto di sviluppo sostenibile e inclusivo».
Il percorso si sviluppa ad anello nel Parco geominerario storico ambientale del sud-ovest della Sardegna, partendo e arrivando a Iglesias in 30 tappe e 500 km, percorribili a piedi, in bici o a cavallo. Nel portale Cammini d’Italia, il percorso è tra i dieci più cercati, preceduto solo dalla storica Via del Sale, che collega Lombardia, Piemonte e Liguria lungo le antiche vie del trasporto del sale.





























