Cammino Raduno
Cammino Raduno

Andrea Pacifico non era scomparso. L’eco della notizia sulla “scomparsa” l’ho ha sorpreso: “Non sapevo che mi stessero cercando”


Ventimiglia (Im). L’allarme era scattato dopo la denuncia di scomparsa presentata dalla madre di Andrea Pacifico qualche giorno dopo l’11 luglio, dopo che il giovane 32enne, padre di due figli, aveva smesso di dare notizie di se. Era partito in bicicletta da Bastiglia a giugno con l’intenzione di percorrere il Cammino di Santiago e forse passare del tempo a riflettere, cercare di risolvere qualche interrogativo interiore o semplicemente stare solo.

La preoccupazione, ovviamente comprensibile della madre e della sorella hanno prevalso sul desiderio di Andrea di poter vivere qualche tempo da pellegrino, viandante, abitante del mondo, possibilmente staccando la spina da quel mondo che spesso ci travolge, fra appuntamenti, tecnologie, conti in rosso, pandemie e guerre, eventi che hanno inaspettatamente coinvolto la nostra epoca e il nostro vivere quotidiano.

I misteri della “scomparsa”

I fatti che hanno messo in allarme la famiglia coincidono con l’assenza di contatti telefonici fra Andrea Pacifico e la famiglia a causa della rottura del telefono, poi la telefonata effettuata dallo smartphone di uno sconosciuto, individuato successivamente come soggetto con precedenti penali, le apparizioni in Francia nella zona di Tolona dove il giovane è stato visto e ripreso da telecamere di sorveglianza. Pare che il pellegrino avesse percorso solo un tratto del Cammino di Santiago per poi abbandonare il progetto di raggiungere la meta. Sulla vicenda è intervenuta la Farnesina, le forze dell’ordine italiane e francesi e anche la trasmissione Chi l’ha Visto. Tutti hanno tirato un sospiro di sollievo quando la Polfer lo ha individuato alla stazione ferroviaria di Ventimiglia. Il giovane ha dichiarato di non sapere che lo stessero cercando e che sarebbe tornato a casa senza concludere il Cammino per nostalgia.

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Giornalista, fondatore di Francigena News. Ho collaborato per diversi anni con il Gruppo l'Espresso scrivendo praticamente di tutto prima di dedicarmi esclusivamente al turismo lento outdoor. Sono un assiduo sbobinatore di diari di viaggi lenti alla ricerca di emozioni da raccontare.

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