Cammino Raduno
Cammino Raduno

“Con il calice in cammino – Destinazione Santiago” di Francesco Antonelli con la prefazione di Simone Rosetti. Un viaggio fra vini e cammini 


È uscito “Con il calice in cammino – Destinazione Santiago”, un libro di viaggio che al suo interno contiene tanti mondi, molteplici visioni.

È un testo che parla di vino spagnolo, certo, ma declinato solo in quelle specifiche espressioni che si possono trovare lungo il famoso pellegrinaggio per Compostela. Quando e come nasce la passione per il vino? E fino a dove ti può portare?

È con queste premesse che Francesco Antonelli, guida turistica emiliano-romagnola con esperienza nella degustazione decide di intraprendere una camminata verso Santiago di Compostela, seguendo un’intuizione nata quasi per caso davanti a una bottiglia di vino.

Ad accompagnarlo un amico, Simone Rosetti, imprenditore della ristorazione con l’arte di «creare luoghi dove fermare il tempo e aspettare l’anima», sommelier di livello e viaggiatore enogastronomico instancabile.

È lui che ha tracciato quella linea ideale che ha permesso di collegare tutti i vignaioli raccontati, distanti centinaia di chilometri ma uniti da un comune amore per il vino e una filosofia di produzione artigianale. Insieme scoprono, passo dopo passo, che il famoso pellegrinaggio è veramente una miniera di storie e personaggi unici intrecciati nel paesaggio di una Spagna ancestrale. E soprattutto che ai lati del Cammino vivono abili vignaioli capaci di realizzare vini intriganti e artigianali, animati da una scelta di ritorno alla natura. È un libro che riunisce le tante passioni che hanno caratterizzato la vita dei due eno pellegrini e quella per il vino è la più totalizzante. È raro trovare qualcuno che la coltivi in forma modesta.

«Non ha compromessi – spiegano gli autori – chi la vive finisce per farsi contaminare, senza mezze misure. Molti di quelli che ho conosciuto e incontrato in questi anni, hanno trovato nel vino una opportunità di scoperta, di rinascita e valorizzazione delle proprie aspirazioni. Alcuni hanno dedicato le proprie energie all’agricoltura e alla vigna, altri lo commercializzano; chi lo colleziona non ne ha mai abbastanza».

E’ Pamplona il punto di partenza

La prima tappa è stata la Navarra dove i due enocamminatori hanno preso come punto di partenza Pamplona, città famosa per la corsa dei tori, resa celebre dal romanzo Fiesta di Hernest Hemingway.  

« Siamo entrati fin da subito in sintonia con il grande sciame umano di pellegrini e camminatori che in ogni stagione dell’anno affollano il percorso. Ognuno ha una propria motivazione o una storia da raccontare. Interessante anche il vino in Navarra».

Nelle pagine poi scorre un cammino intrecciato fra antichi sentieri, cantine, terreni, vitigni, vini degustati, territori interiorizzati, viandanti incontrati raccontato con abilità narrativa ed elevate competenze specifiche nel campo dell’enogastronomia.

«Arrivati a Compostela, dopo oltre 200 km di cammino sui tratti selezionati abbiamo cercato la nostra personale “Finisterrae” nella Rìas Baixas galiziana, tra indimenticabili sorsi di Albariño e pranzi di ottimo polpo locale». 

In tutto questo itinerario, la Spagna è la vera protagonista, con la sua natura selvaggia e indomabile che alterna scenari brulli, secchi e inospitali, a vallate lussureggianti, umide e piene di vita.


Vino e cammino si intersecano in un contesto antico e spirituale allo stesso tempo e anche il percorso di avvicinamento alle varie bodegas “ha avuto qualcosa di intimo e magico”.

«Siamo riusciti a fare esperienza di ogni territorio prima attraversandolo, calpestandolo, conquistandolo passo dopo passo e poi, col naso e il gusto, degustandolo». 

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