Cammino Raduno
Cammino Raduno

Nascerà nel Lazio, in provincia di Rieti, il primo cammino in Italia dedicato alla promozione del rispetto per le donne e alla lotta contro il femminicidio. Si chiamerà: “Il Cammino di Beatrice” ed è ispirato alla figura tragica ed eroica di Beatrice Cenci.

Ilaria Canali, founder della “Rete Nazionale Donne in Cammino” e della community “Ragazze in Gamba”.


La traccia del percorso c’è già e il Lago del Salto sembra essere in attesa che i primi passi dei pellegrini e delle pellegrine riecheggino nell’aria. In questo scenario spettacolare, sospeso tra il blu zaffiro del cielo e l’azzurro ceruleo del lago, presto nascerà un cammino dedicato alla promozione del rispetto per le donne e si chiamerà “Il Cammino di Beatrice”.

“Sarà un faro sempre acceso e puntato, nella Valle del Salto, a far luce sulla condizione della donna e su quel diritto alla libertà e al rispetto nel corso della storia e purtroppo ancora oggi troppo spesso negato”.

Così lo descrive chi ha ideato il progetto. È un lui, non una lei, e si chiama Carlo Ancona, una guida Aigae che con il suo progetto ha interpretato al meglio lo spirito del progetto della “Rete Nazionale Donne in Cammino” che da tre anni promuove l’empowerment femminile attraverso il camminare.

Tra le tante iniziative dedicate al tema della violenza contro le donne – che in Italia è una sorta di guerra dimenticata – questo cammino è un passo di pace concreto, lontano da ogni retorica perché non si tratta solo di un percorso escursionistico, già di per sé bellissimo, ma ha in sé i semi di tante altre proposte che fioriranno lungo il percorso.

Perchè un cammino sul tema del femminicidio

Istituire un cammino su un tema così delicato quale è il femminicidio significa sensibilizzare su una questione drammatica e gravissima della nostra società che merita di essere più presente nel dibattito pubblico, non solamente nella giornata del 25 novembre.

Così come i cammini “destagionalizzano” il turismo, questo cammino riuscirà a portare perennemente al centro della attenzione un tema che non deve mai essere trascurato e che è sempre drammaticamente attuale.

In questo periodo in cui stanno nascendo nuove interessanti sperimentazioni che legano, ad esempio, il cammino alla formazione scolastica -penso al progetto delle “Strade Maestre” – il “Cammino di Beatrice” potrebbe essere il percorso ideale per creare delle iniziative di aiuto e supporto psicologico alle vittime di violenza.

Passi lenti e lievi per rimarginare le ferite dell’anima, i traumi del cuore, le fragilità profondissime e insondabili della psiche. Nell’abbraccio clemente della natura e nella poesia della foresta.

Il cammino di Beatrice

“Il Cammino di Beatrice” è ispirato alla tragica vicenda di Beatrice Cenci, vittima per anni della violenza di un padre tirannico da cui fu rinchiusa nella rocca di Petrella Salto, punto di partenza del “Cammino di Beatrice”. Il percorso si sviluppa ad anello per circa 130 km su sentieri di montagna con partenza e arrivo a Petrella Salto, in provincia di Rieti, nel Lazio. Nelle varie tappe, incrocia, percorre e collega diversi altri cammini come il “Cammino Naturale dei Parchi”, il “Sentiero E1”, il “Sentiero Italia”.

Come “Rete Nazionale Donne in Cammino” abbiamo portato avanti in questi anni un’intesa campagna di sensibilizzazione, insieme a Toponomastica Femminile, per la creazione di cammini al femminile, ovvero dedicati a una donna, che in Italia sono pochissimi. Una sorpresa, e una grande soddisfazione, è stato per me lo scoprire che a ideare il progetto del “Cammino di Beatrice” sia stato un uomo, Carlo, un “Ragazzo in Gamba” da sempre nella community delle “Ragazze in Gamba”, un gruppo inclusivo e aperto alla partecipazione di tutti.

Carlo, attraverso questo progetto, ha voluto dare vita al cammino che mancava e che, tra i tanti che ne sono nati in questi ultimi tempi, ha una portata morale ed etica di cui si sentiva la necessità.

È un cammino che vuole diventare un simbolo di riscatto e un’occasione di trasformazione interiore per tutte le donne vittime della violenza maschile. Lungo il suo sviluppo, l’itinerario si arricchisce di altre figure femminili patrimonio del Cicolano, come Santa Filippa Mareri a Borgo S.Pietro, Cleonice Tomassetti a Capradosso (partigiana) e altre ancora che, attraverso le loro storie diverse, ma unite dal comune denominatore di una condizione subalterna imposta con violenza,

“danno vita ad un cammino morale, oltre che fisico, di sensibilizzazione e consapevolezza, di riflessione e crescita” come racconta Carlo.

Il “Cammino di Beatrice” è stato già tracciato dal suo ideatore, ma tanto resta da fare perché un cammino deve avere una rete di accoglienze e una rete locale di persone che lo curerà e lo gestirà nel quotidiano.


La “Rete Nazionale Donne in Cammino” e la community delle “Ragazze in Gamba” sosterranno il progetto sul fronte della sua promozione su scala nazionale, realizzando delle “missioni di esplorazione” e “reportage” con il format di scrittura di viaggio della “Staffetta Letteraria Pellegrina”, già testato con successo lungo la Via Francigena per il Road to Rome.

Reporter in gamba racconteranno il Cammino

Un team di “Reporter in Gamba”, adeguatamente selezionato e formato, percorrerà il “Cammino di Beatrice” in uno “StoryWalking” – Storytelling+Cammino – che racconterà tanto il paesaggio quanto le storie di vita delle persone che abitano questi territori.

Vuoi partecipare? Ecco come fare

Per chi volesse proporsi per partecipare a questa missione scrivete sulla
mail: retedonneincammino@gmail.com

Media partner

La testata giornalistica “Francigena News” sarà Partner mediatico del progetto di narrazione in cammino della Rete Nazionale Donne in Cammino.

Informazioni sulla “Rete Nazionale Donne in Cammino”

Pagina Facebook: Rete Nazionale Donne in Cammino
Gruppo social: Ragazze in Gamba

Tags:

Related Article

No Related Article